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Itinerario insediamenti Antichi

Riomaggiore - Lemmen - Monesteroli - Campiglia - Fossola

A piedi         
  • Tempo di percorrenza: 3 ore 45 minuti
  • Tempo di ritorno: 3 ore 45 minuti
  • Lunghezza: 11,2 km

Sentieri: SVA, AV5T, 504, 535, 536
Per giungere dalla stazione ferroviaria di Riomaggiore al capolinea del sentiero SVA, attraversato il tunnel sulla destra, si sale lungo la via principale fino alla parte alta del paese denominata "Lavaccio" dove ha sede un punto informazione del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
I primi segnavia si incontrano quando si attraversa la strada provinciale abbandonando la copertura del torrente "Rio Major". Il sentiero corre inizialmente tra muri a secco con coltivi e orti, affiancato dal rio lungo tutto il suo tratto fra ontani e sambuchi neri.
Giunti nei pressi di un vecchio mulino riadattato ad abitazione sulla greto del corso d'acqua, si sale la scalinata in pietra da cui si scorge verso l'alto il monte Verrugoli.
Dopo un breve tratto caratterizzato da fitti strati delle Arenarie Zonate di Riomaggiore il sentiero attraversa le arenarie del Macigno di cui si vede un gigantesco masso in uno spiazzo nel quale era situata una piccola cava utilizzata per la costruzione delle case e dei "cian", i terreni terrazzati da muri a secco.
Tra le fessure dei muri a secco si trova la Selaginella denticulata, una piccola felcetta, un fossile vivente simile alla sua antenata di 200 milioni di anni fa.
Tra vigne e coltivi in parte abbandonati e riguadagnati dalla macchia mediterranea ad erica arborea, si arriva alla strada provinciale 370 delle Cinque Terre: una volta attraversata, a sinistra dell'attacco del sentiero SVA, si vede un piccolo ponticello simile a quelli che caratterizzavano Riomaggiore prima della copertura del torrente.
Il castagno comincia a comparire, nonostante la bassa quota, segno di come la sua presenza fosse un importante elemento dell'economia contadina. Oltrepassata un'edicola votiva si prosegue in falsopiano tra coltivi abbandonati ricolonizzati dal bosco. L'ultimo tratto procede in piano nei pressi di piccoli fabbricati rurali fino a giungere al Piazzale del Santuario della Madonna di Montenero.*
Dall'ampio piazzale a prato che circonda il Santuario si gode un notevole panorama su tutto il golfo delle Cinque Terre fino a Punta Mesco, mentre a Levante si possono scorgere le coste di Tramonti con lo scoglio Ferale, le Isole Palmaria e Tino sullo sfondo.
* Le prime notizie del luogo risalgono al 1335, anche se viene ritenuto di origine più antica, compresa fra l'XI e il XIII secolo. Il complesso fu restaurato nel 1847 su progetto dell'architetto spezzino Piaggio. Nella festa di Pentecoste si hanno le solenni celebrazioni dell'immagine della Madonna (un quadro della fine del XVI sec).
Secondo la leggenda l'immagine fu sotterrata dai fedeli per non farla cadere nelle mani dei barbari: all'atto del suo ritorno alla luce, dove fu sotterrata scaturì una fonte d'acqua.
Il sentiero SVA prosegue alle spalle delle costruzioni del Santuario nei pressi del capolinea del trenino a cremagliera (unica meccanizzazione per il trasporto di materiali agricoli delle Cinque Terre, introdotta intorno agli anni '80 dalla Cantina Sociale delle Cinque Terre) che conduce, costeggiando il sentiero 593 C, fino a un piccolo gruppo di case e vigneti presso la sottostante strada provinciale SP 370.


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Il primo tratto attraversa un'area di macchia mediterranea con leccio, prugnolo, erica arborea, ginestra spinosa. Attraversato un piccolo gruppo di abitazioni e coltivi sparsi, il sentiero riprende a salire in questa alternanza di emergenze naturalistiche e antropiche, fino ad arrivare al bivio di case Casarino, dove abbandonata la salita, prosegue ben indicato a destra in piano.
Lasciando alle spalle la vista su Costa di Serra, coltivata a vite come da tradizione, il sentiero rientra poi in una pineta che ha ricolonizzato il terreno terrazzato, segno della passata attività vitivinicola.
Si giunge infine a Lemmen*, un piccolo nucleo di case in parte abbandonate dove il tempo sembra essersi fermato e di cui abbiamo notizie già nel 1251 quando gli uomini di "Villa Cazeni et Montenigro, Cacinagola, Ceroco e Lemina" giurarono fedeltà sul Verrugoli ai genovesi nella guerra contro Pisa.
Il sentiero prosegue in piano passando di fronte alla chiesetta di San Bernanrdo, accanto alla quale si trova un abbeveratoio scavato in un lastrone di arenaria. Dopo un breve tratto in piano il sentiero svolta a sinistra e si sviluppa in salita, tra vigneti, lecceti e pinete fino a giungere al Colle del Telegrafo, crocevia di strade e sentieri, dove è presente un punto ristoro e la "Palestra nel Verde", un percorso attrezzato per svolgere attività fisica all'aperto.
Una volta giunti al Colle del Telegrafo lasciando il sentiero SVA, si prosegue per circa 20 minuti lungo l'Alta Via delle Cinque Terre in direzione della Chiesetta di San'Antonio (510 m slm) (dove incontriamo un'altro punto ristoro ed una fontana) e da cui inizia il sentiero n. 504 che scende dentro la pineta dove non mancano però alcuni esemplari di roverella e castagno.
Il sottobosco è fitto e comprende numerose essenze della macchia mediterranea (ad es. Corbezzolo, cisto femmina e ginestra spinosa).
Ai bordi della strada si possono osservare gli strati delle arenarie del Macigno. La strada giunge poi ad uno spazio con un muretto in pietra e a breve distanza sul versante a mare un Menhir* preistorico di pietra di circa 2 metri e 50, risalente all'Età del Bronzo, probabilmente con funzione calendariale.
Vicino al muretto detto "posa grande", utilizzato in passato per appoggiare i carichi dei contadini, si trova una piccola grotta utilizzata come ricovero.
Da qui il sentiero scende sulla destra dove si abbandona la strada asfaltata per gli antichi scalini ombreggiati da una bassa lecceta. Lungo il percorso, oltre agli arbusti della macchia mediterranea, troviamo popolamenti di leccio e di sughera.
Attraversata una strada sterrata, il sentiero poco dopo giunge ad una biforcazione: sulla destra si scende a Monesteroli con il sentiero n. 536 mentre il sentiero n. 504 procede sul piano di Vèo, verso Levante. Sulla destra vigneti e vedute sul mare, a sinistra esemplari di querce. Lasciati i terrazzamenti il percorso rientra nella lecceta e giunge nei pressi della Fontana di Nozzano, incontrando il sentiero 535, da Campiglia a Fossola. La fontana è opera dell'esercito Napoleonico e risale agli inizi dell'ottocento.
Si può fare una deviazione dall'itinerario in quanto il sentiero 504 prosegue verso Schiara, attraversa le ampie fasce terrazzate del Campodonico e raggiunge la scalinata che fra i vigneti e conduce alle cantine ed alle monorotaie utilizzate dai viticoltori per alleggerire un poco la fatica della produzione del bianco o dello Sciacchetrà.
Il sentiero che raggiunge il nucleo abitato di Schiara è per lunghi tratti scalinato e sembra precipitare in mare tanto è la pendenza. L'abitato ruota intorno alla piccola chiesetta di Sant'Antonio sulla cui piazzetta sono incise date ricordo e nomi, frutto di un tradizione locale legata all'attività dello scalpellino esercitata da molti in quanto necessaria e legata a questo mondo contadino segnato dalla pietra. Da qui si può scendere lungo la ripidissima scala che a tratti si fa più esile e scompare sotto le frane, in direzione del mare, per osservare questi suggestivi esempi di architettura spontanea.
Una volta fatto il pieno di profumi emanati dalla vegetazione rupestre delle costa e dall'azzurro cristallino del mare, si risale verso la Fontana di Nozzano m. 334 slm

Dalla Fontana di Nozzano si può scegliere se proseguire verso est a Campiglia o tornare verso ovest a Monesteroli e Fossola.

Per Campiglia
Lasciata la Fontana il sentiero prosegue fino alla strada carrozzabile da Sant'Antonio a Schiara. Percorso un tratto di strada asfaltata in lieve salita, sulla destra segnalato, riparte il sentiero 535 dirigendosi verso il borgo di Campiglia, con una meravigliosa vista verso mare dapprima sui bei terreni coltivati, la costa di Schiara e le Isole di Palmaria e Tino, per poi entrare nel bosco e raggiungere infine i primi coltivi di Campiglia.

Per Monesteroli e Fossola
Alla Fontana di Nozzano si incrocia il sentiero 535 da Campiglia a Fossola che, dopo un breve tratto nel bosco di lecci e pini, prosegue in falso piano in mezzo ai vigneti con vista dapprima sulla costa di Schiara e lo scoglio Ferale, per raggiunge l'incrocio con il sentiero n. 536 che dal bivio con il sentiero 504 conduce a Monesteroli. Da qui inizia il bel tratto lastricato in pietra che fra terrazze ormai incolte e bei vigneti a coltivazione bassa, discende fino all'ingresso della Scalinata Grande, imponente opera di ingegneria contadina, realizzata in pietra arenaria locale con blocchi di diversa pezzatura posizionati a secco, per raggiungere il nucleo delle Cantine, a pochi metri sul livello del mare che una volta era raggiungibile con una scalinata ormai spesso investita dalle frane.
Si risale quindi al primo pianerottolo e si abbandona la vertiginosa scalinata per addentrarsi nella macchia mediterranea in direzione ovest verso il Fosso dei Reboi.
Proseguendo in falsopiano si attraversa la conca della Castigliola e della Lama, a strapiombo sulla spiaggia del Nacché ritrovando poi i vigneti nei pressi delle prime cantine di Fossola. Attraversato un piccolo gruppo di case e attraverso una ripida scalinata si entra nel valletto di Fossola. Attraversato si risale procendendo fino al piccolo oratorio dell'Angelo Custode, situato a margine del sentiero 534 da Valico di San'Antonio a Fossola. Poi si risale la scalinata, e a sinistra si incontra parcheggio e si prosegue quindi sulla strada carrozzabile che collega questo punto alla provinciale SP 370 allo sbocco della Galleria di Biassa dove è presente il punto degustazione della Cantina Sociale delle Cinque Terre e dove è situata la fermata del bus del Parco per Riomaggiore o per Biassa (alcune corse giungono fino al Telegrafo).

 
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